Terapia di conversione gay e BYU

Che cos’è la terapia di conversione per gay?

Il termine "terapia di conversione" può riferirsi a qualsiasi tipo di tentativo di cambiare o attenuare l’orientamento sessuale di una persona ed è di solito indicato nella letteratura contemporanea come SOCE (sforzi per cambiare l’orientamento sessuale).[1]

Dagli anni 1950 fino alla metà degli anni 1970, l’“omosessualità”[2] era classificata nel Manuale diagnostico e statistico come un disturbo.[3] In questo contesto, la terapia di conversione gay fu oggetto di ricerca in varie università e ospedali negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con l’intento di trovare modi per trattare o “curare” l’omosessualità tramite varie tecniche terapeutiche, tra cui la terapia avversiva,[4] la terapia ormonale,[5] e metodi psicoterapeutici come la terapia riparativa.[6]

Qual è la terapia in cui usano le scosse elettriche?

A volte si usavano elettroshock nella terapia avversiva.[7] La terapia avversiva veniva usata per trattare vari disturbi, tra cui l’alcolismo, la “devianza sessuale” e i comportamenti ossessivi, di solito con metodi emetici (che provocano nausea) ed elettroshock.[8]

Una gif animata della ABC, o Australian Broadcasting Corporation, del maggio 1970, che mostra un medico e un paziente che usano la terapia avversiva con diapositive di uomini e donne e un dispositivo per elettroshock. Filmato d’archivio in bianco e nero.
Un segmento dei filmati d'archivio dell'Australian Broadcasting Corporation che mostra una forma di terapia di avversione per gay nel maggio del 1970. Il paziente e il medico azionano insieme il proiettore e la macchina per l'elettroshock.

La BYU ha usato elettroshock per cercare di cambiare le persone gay?

Sì. Negli anni '70 alla BYU fu condotta una ricerca di avversione gay che usava elettroshock.[9] Nel 1976, la BYU accettò una tesi di dottorato di uno studente laureato in psicologia di nome Max Ford McBride, che documentava la sua ricerca e i suoi esperimenti con una terapia di avversione gay che usava scosse elettriche sui bicipiti dei volontari.[10]

Anche altre università facevano studi come questo all’epoca?

Sì. La Harvard Medical School, l’Università di Pittsburgh, l’Università del Wisconsin e altre scuole, ospedali e laboratori hanno condotto ricerche sulla terapia di avversione, e molti di loro hanno usato metodi di elettroshock.[11]

Cronologia degli eventi legati alla terapia di conversione gay, alla ricerca scientifica e alla Chiesa

Prima degli anni 1950: prime ricerche sul comportamentismo

1913

Lo psicologo della Johns Hopkins John Watson[BIO] pubblica "Psychology as the behaviorist views it", che propone che la psicologia dovrebbe concentrarsi sul cambiamento del comportamento umano piuttosto che sulla coscienza.[12]

1935

La prima ricerca sperimentale sulla terapia di avversione per i gay che usava elettroshock viene presentata al quarantatreesimo incontro annuale dell’American Psychological Association.[13]

1940

Walter Voegtlin[BIO] pubblica un rapporto su uno dei primi centri di trattamento a utilizzare metodi comportamentisti usando la terapia avversiva emetica e con elettroshock sugli alcolisti.[14]

Anni 1950: approccio scientifico al "problema dell'omosessualità"

1951

Viene fondata la Mattachine Society, la prima organizzazione nazionale per i diritti dei gay negli Stati Uniti.[15]

1952

L'American Psychiatric Association pubblica il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), che definisce l'omosessualità una devianza sessuale e una patologia.[16]

1955

Il Consiglio della British Medical Association riunisce un comitato e chiede una ricerca medica sulla prevenzione e il trattamento della prostituzione e dell’omosessualità perché «non basta che la società condanni semplicemente il comportamento degli omosessuali e delle prostitute».[17]

1956

Evelyn Hooker[BIO] della UCLA conduce test di Rorschach su omosessuali e mette in discussione l’idea che l’“omosessualità” sia identificabile clinicamente.[18]

1957

Desmond Curran[BIO] pubblica "Homosexuality: An Analysis of 100 Male Cases Seen in Private Practice" e riferisce che il 15% del gruppo seguito nel follow-up ha sperimentato un "cambiamento verso una preferenza eterosessuale", ma conclude anche che la psicoterapia non aveva "nessun beneficio apparente" in termini di cambiamento dell’orientamento sessuale.[19]

1957

Nel Regno Unito fu pubblicato il "Rapporto Wolfenden", che raccomandava che "il comportamento omosessuale tra adulti consenzienti in privato non fosse più un reato" e consigliava di svolgere ricerche sull’efficacia delle "varie forme di trattamento [per l’omosessualità]".[20]

Gennaio 1958

Martin Luther King Jr.[BIO] pubblica dei consigli a un giovane gay e spiega che il suo "problema non è affatto raro", e lo incoraggia a consultare uno psichiatra per aiutarsi a "risolvere" il "problema".[21]

1958

J. A. Hadfield[BIO] dell’Università di Londra pubblica "La cura dell’omosessualità" e propone che gli omosessuali possano diventare "persone sessualmente normali" tramite la psicoterapia.[22]

1958

Clifford Allen M.D.,[BIO] uno psichiatra clinico e autore, scrisse in Omosessualità: la sua natura, causalità e trattamento: “Non è affatto vero che l’omosessualità sia incurabile. Quelli che fanno tali affermazioni non hanno mai provato a curarla.”[23]

21 maggio 1959

Il presidente della BYU, Ernest Wilkinson[BIO], si incontra con il Comitato esecutivo del Consiglio dell’Istruzione della Chiesa e discute del “crescente problema dell’omosessualità nella nostra società”, concordando una politica secondo cui gli studenti “impenitenti” saranno sospesi dalla BYU.[24]

Anni 1960: ulteriori ricerche, l’inizio del movimento di liberazione gay e la politica della BYU

Maggio 1962

Il British Medical Journal pubblica "Case of homosexuality treated by aversion therapy", che descrive un paziente "6 della scala Kinsey"[25] trattato con metodi emetici[26] e ormonali e conclude che "i risultati soddisfano i criteri della guarigione".[27]

12 settembre 1962

Gli apostoli Spencer W. Kimball[BIO] e Mark E. Peterson[BIO] incontrano Ernest Wilkinson, presidente della BYU, e decidono che “nessuno sarà ammesso alla B.Y.U. di cui abbiamo prove convincenti che sia omosessuale”.[28]

1962–1969

Ospedali di ricerca e università nel Regno Unito, usando vari metodi, compreso il trattamento con elettroshock, riportano “un numero significativo di successi” nel trattare l’omosessualità indesiderata.[29]

1964

L’apostolo Spencer W. Kimball[BIO] istruisce gli insegnanti di Seminario e Istituto alla BYU sulla fornicazione e in particolare sull’omosessualità, citando un rapporto della New York Academy of Medicine che descriveva l’omosessualità come una malattia curabile.[30]

1965

Il Church News ripubblica un riassunto di un discorso del presidente della BYU Ernest L. Wilkinson in cui disse che agli studenti che non avevano “completamente abbandonato” la loro “tendenza [omosessuale]” non sarebbe stato permesso iscriversi o rimanere come studenti.[31]

Gennaio 1969

Il consiglio di amministrazione stabilisce che “gli studenti omosessuali non sarebbero stati ammessi o trattenuti alla BYU senza l’approvazione delle Autorità generali”.[32]

Giugno 1969

I moti di Stonewall a New York segnano l’inizio del movimento di liberazione gay.[33]

Settembre 1969

Il Dipartimento di Psicologia della BYU inizia una ricerca non specificata sulla terapia di avversione con elettroshock.[34]

Anni 1970: la scienza e il movimento sociale si scontrano

1970

Il Gay Liberation Front “invade” la conferenza dell’American Psychiatric Association a San Francisco e presenta delle richieste, tra cui la fine della terapia avversiva.[35]

1970

La Chiesa pubblica "Hope for Transgressors", un opuscolo che istruisce i vescovi su come consigliare i membri che vivono l’omosessualità.[36]

1971

Harvard pubblica "Avoidance Conditioning for Homosexuality", descrive una ricerca sull’avversione verso l’omosessualità che usa metodi con elettroshock e riporta che "la soppressione della risposta omosessuale è stata prodotta" in oltre il 60% dei pazienti.[37]

1971

Dallin H. Oaks[BIO] inizia il suo servizio come presidente della BYU.[38]

1972

L’Università del Wisconsin-Milwaukee conduce una ricerca sulla terapia di avversione gay su un soggetto di ventitré anni, usando vari metodi, compresi metodi di elettroshock, e riporta “un netto aumento dell’eccitazione eterosessuale” nel soggetto dopo il trattamento di 14 settimane.[39]

1973

Si forma l’Association for Gay Psychologists (AGP) per fare pressione sull’American Psychological Association affinché crei una task force per i diritti dei gay.[40]

1973

La Chiesa pubblica un documento interno di formazione completo, “Homosexuality Welfare Services Packet 1”, su come assistere i membri gay e lesbiche della Chiesa, e delinea le norme relative alle raccomandazioni per il tempio, alla privazione della comunione e alla scomunica.[41]

1973–1995

Vari resoconti di studenti e docenti ricordano di aver ricevuto l'elettroshock su invio del centro di consulenza della BYU.[42]

1974

L’Università di Pittsburgh conduce ricerche sulla terapia di avversione per gay utilizzando varie forme di terapia, compresi metodi con elettroshock, e riferisce, dopo un follow-up di 40 settimane, che il soggetto era in una relazione eterosessuale “stretta e soddisfacente”.[43]

Aprile 1974

L’American Psychiatric Association vota per togliere l’omosessualità dalla classificazione dei disturbi mentali nel DSM-II, e la proposta passa con il 58% contro il 38% dei membri votanti, mentre circa metà dei membri non esprime il proprio voto.[44]

Gennaio 1975

L’American Psychological Association vota e approva una risoluzione per sostenere la decisione del 1974 dell’American Psychiatric Association di togliere l’omosessualità dalla classificazione dei disturbi mentali e “sollecita l’approvazione di una legislazione sui diritti civili” per dare ai “cittadini che compiono atti di omosessualità le stesse tutele” degli altri “sulla base di razza, credo, colore, ecc.”[45]

Gennaio 1975

La BYU avrebbe preso provvedimenti contro persone sospettate di essere omosessuali in quello che sarebbe stato chiamato la "Purge of '75" all'Harris Fine Arts Center.[46]

1975

Lo studente laureato della BYU Max Ford McBride[BIO] conduce una ricerca sulla terapia di avversione per l’omosessualità usando metodi con elettroshock. La sua tesi, "Effect of visual stimuli in electric aversion therapy”[47], riporta che la sua metodologia è "highly effective in changing subjective evaluation of sexual orientation."[48]

1975

La rivista Time mette in copertina il sergente dell’Air Force Leonard Phillip Matlovich[BIO] con la scritta “Sono un omosessuale”.[49] Matlovich era anche un Santo degli Ultimi Giorni, anche se questo non veniva detto nell’articolo.[50]

Ottobre 1975

Robert Card,[BIO] uno psicologo santo degli ultimi giorni con studio privato, pubblica un articolo in cui racconta il suo uso di metodi di elettroshock nella terapia di avversione per gay con clienti santi degli ultimi giorni.[51]

Marzo 1976

Il professore della BYU Carlyle Mardsen[BIO] muore per suicidio dopo essere stato arrestato per "atti osceni e sodomia derivanti da presunta attività omosessuale" in un’area di sosta pubblica vicino a Pleasant Grove, Utah.[52] Ci sono diversi resoconti aneddotici di suicidi di uomini gay alla BYU negli anni 1960 e 1970, ma il caso di Mardsen è quello documentato meglio.[53]

Ottobre 1976

L’apostolo Boyd K. Packer[BIO] tiene un discorso alla sessione del sacerdozio e mette in guardia i giovani contro “comportamenti fisici sconvenienti con un altro uomo” e include un ammonimento a difendersi fisicamente dalle avances sessuali degli omosessuali.[54]

1977-1979

Vari articoli sull’omosessualità compaiono nella sezione "Church News" del Deseret News.[55]

1977

Cloy Jenkins,[BIO] uno studente gay della BYU, pubblica anonimamente un saggio di 52 pagine che contesta la politica della BYU e della Chiesa riguardo alle persone gay, chiamato “Payne Papers”, e lo invia alle Autorità generali della Chiesa.[56] La Chiesa risponde con un documento interno intitolato "Una risposta ad affermazioni infondate riguardo all'omosessualità".[57]

1977

Steve Morin,[BIO] fondatore dell’Associazione degli Psicologi Gay, passa in rassegna articoli di ricerca legati all’omosessualità, li esamina per individuare un “pregiudizio eterosessuale” e chiede nuove “priorità per la ricerca futura sul lesbismo e sull’omosessualità maschile”.[58]

Gennaio 1978

Si forma il capitolo di Los Angeles di Affirmation: Gay Mormons United e diventa il "capitolo principale" del gruppo di sostegno gay per i Santi degli Ultimi Giorni.[59]

Febbraio 1978

Gerald Dye,[BIO] presidente dell’ufficio Standards della BYU, viene intervistato e si riporta che abbia detto che gli “[studenti omosessuali] che restano sono tenuti a sottoporsi a terapia”, ma che “nessuno studente seguito da Standards sarà mai sottoposto a terapia avversiva”.[60]

5 marzo 1978

L’apostolo Boyd K. Packer tiene un discorso (poi pubblicato come opuscolo intitolato "To the One") a un fireside multi-palo alla BYU, rivolgendosi in modo specifico ai membri del pubblico che erano gay: "Parlo a quei pochi, a quei pochissimi, che possono essere soggetti alla tentazione omosessuale."[61]

1979

La tesi di dottorato della BYU di Elizabeth C. James[BIO] cataloga oltre 100 studi sulla terapia di avversione per gay che hanno trattato oltre 900 pazienti dal 1930 al 1975 e trova un tasso qualificato di “migliorati o guariti” del 58%.[62]

1980-2000: L’era post-patologia

1981

La Chiesa pubblica un opuscolo intitolato Omosessualità per “presidenti di palo, vescovi, presidenti di missione, presidenti di ramo, dirigenti di quorum e altri incaricati di aiutare le persone con questo problema”.[63]

1987

L'American Psychological Association approva una risoluzione che "esorta i suoi membri" a rifiutare la classificazione dell'"omosessualità indesiderata" come disturbo.[64]

1989

Viene fondata Evergreen International, un gruppo di ministero per gay che “sostiene le dottrine e gli standard della Chiesa [di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni] senza riserve o eccezioni”.[65]

1991

Don Harryman,[BIO] un ex studente della BYU, pubblica la sua esperienza di partecipazione allo studio della terapia di avversione per gay McBride della BYU nel 1975.[66]

1992

La National Association for Research & Therapy of Homosexuality (NARTH) viene fondata “in risposta alla crescente minaccia della censura scientifica” con il “primary goal [di rendere] una terapia psicologica efficace disponibile a tutti gli uomini e le donne omosessuali che cercano un cambiamento.”[67]

1994

L'American Psychoanalytic Association intervista 285 terapeuti che rappresentano 1.215 pazienti omosessuali e pubblica un rapporto secondo cui il 23% dei loro pazienti "è diventato eterosessuale" tramite la terapia.[68]

Maggio 1994

I manifestanti "ex-gay" picchettano la riunione annuale del sesquicentenario dell'American Psychiatric Association, chiedendo che l'APA smetta di opporsi alla "terapia riparativa".[69]

1995

Viene formato l’Advisory Council di Exodus International da vari gruppi cristiani internazionali di ex-gay che facevano ministero tra gli omosessuali.[70]

1996

Viene pubblicato "Legacies: a Documentary by Sean Weakland", che intervista quattro uomini gay che condividono le loro storie personali con la terapia avversiva, raccontando traumi e abusi, alcuni dei quali avvenuti mentre erano alla BYU.[71]

1998

L'American Psychiatric Association adotta una politica che scoraggia la terapia “riparativa” o di “conversione”, ma ammette che “nel corso di un trattamento psichiatrico in corso possono esserci indicazioni cliniche appropriate per cercare di cambiare i comportamenti sessuali”.[72]

1998

Viene fondata Jews Offering New Alternatives for Healing (JONAH), la prima "organizzazione basata sull’ebraismo che si occupa specificamente della guarigione dell’omosessualità" e che "fornisce risorse a chi sceglie di superare l’attrazione per persone dello stesso sesso".[73]

2000-oggi: Narrazioni contrastanti

2000

L’American Psychiatric Association amplia la sua dichiarazione del 1998 con un linguaggio più forte e mettendo in discussione le ricerche passate: “Le modalità psicoterapeutiche per convertire o ‘riparare’ l’omosessualità si basano su teorie dello sviluppo la cui validità scientifica è discutibile.”[74]

2000

L'American Medical Association adotta la Risoluzione 506, che afferma che "l'AMA si oppone all'uso della terapia 'riparativa' o di 'conversione'" ed è integrata nella Politica sanitaria AMA H-160.991."[75]

Giugno 2000

L’Università dello Utah pubblica un sondaggio nazionale su 882 “persone omosessuali insoddisfatte”, il 45% delle quali ha fatto “grandi cambiamenti [eterosessuali] nel proprio orientamento sessuale”, riportando “un miglioramento del benessere psicologico, interpersonale e spirituale”.[76]

9 maggio 2001

Robert Spitzer,[BIO] ex presidente dell’American Psychiatric Association, presenta i risultati di uno studio su 200 persone alla conferenza annuale dell’APA e indica che ci sono “prove che . . . caratteristiche fondamentali dell’orientamento sessuale” possono “cambiare”.[77] L’APA ha risposto che “l’APA sostiene che non esistono prove scientifiche pubblicate a sostegno dell’efficacia della terapia riparativa come trattamento per cambiare l’orientamento sessuale di una persona”.[78]

2002

Ariel Shidlo,[BIO] uno psicologo del Columbia Center for Gay, Lesbian and Bisexual Mental Health, pubblica uno studio su 202 soggetti che hanno seguito una terapia riparativa e conclude che solo il 4% è riuscito a passare da un’omosessualità esclusiva all’eterosessualità, e molti hanno subito “danni spirituali”.[79]

Ottobre 2003

Archives of Sexual Behavior pubblica "Peer Commentaries on Spitzer", una raccolta di risposte di 42 colleghi di Robert Spitzer, la maggior parte delle quali critica o condanna lo studio.[80] Spitzer pubblicò una risposta in cui difendeva la validità della sua ricerca.[81]

2006

Dallin H. Oaks afferma in un’intervista sull’“attrazione per lo stesso sesso” che le terapie avversive hanno incluso “alcuni gravi abusi”.[82]

2007

Viene fondata North Star per "fornire uno spazio di comunità ai Santi degli Ultimi Giorni che provano attrazione omosessuale".[83]

Aprile 2007

La BYU rivede il testo del Codice d’Onore per chiarire che “risponderà al comportamento omosessuale piuttosto che ai sentimenti o all’orientamento”, ma mantiene che “il comportamento omosessuale o la promozione del comportamento omosessuale sono inappropriati e violano il Codice d’Onore.”[84]

2010

8: The Mormon Proposition, un documentario sui Santi degli Ultimi Giorni e sulla Proposition 8 della California, viene pubblicato e include racconti sulla terapia avversiva alla BYU, oltre ad aneddoti su suicidi collegati.[85]

2011

John Clarence Cameron[BIO] scrive un’opera teatrale intitolata "14", ispirata alla sua esperienza come partecipante allo studio McBride della BYU sulla terapia di avversione per l’omosessualità nel 1975.[86]

2012

Robert Spitzer rinnega il suo studio del 2001 in cui intervistò 200 ex omosessuali esclusivi e concluse che le “caratteristiche fondamentali dell’orientamento sessuale” possono cambiare, affermando che i 200 soggetti potrebbero essersi “ingannati da soli” oppure “aver mentito apertamente”.[87]

2012

I ricercatori della Cornell University pubblicano un’analisi di un gruppo di 12.287 persone nell’arco di 6 anni e hanno scoperto che il 34% degli uomini e il 37% delle donne appartenenti a minoranze sessuali ha riferito che il proprio orientamento sessuale si è spostato verso l’eterosessualità.[88]

2012

Exodus International, il “ministero cristiano più antico e più grande che si occupa di fede e omosessualità”, rinuncia alla terapia riparativa e si scusa con la comunità LGBTQ. Poco dopo, nel 2013, chiude le sue attività.[89]

2014

Evergreen International, il gruppo di ministero gay dei Santi degli Ultimi Giorni, si fonde con North Star e cessa di operare come entità indipendente.[90]

2015

JONAH (Jews Offering New Alternatives for Healing) viene citata in giudizio per frode ai consumatori e condannata a pagare un risarcimento e a chiudere le attività.[91]

2016

Lisa Diamond dell’Università dello Utah pubblica una meta-analisi di sondaggi nazionali e internazionali che indica che tra il 25% e il 75% dei partecipanti gay, lesbiche e bisessuali riferiscono di aver sperimentato un cambiamento nel proprio orientamento sessuale a un certo punto della loro vita.[92]

2019

Marty Stephens,[BIO] direttore delle relazioni con il governo e la comunità per la Chiesa, afferma che la "[Chiesa] si oppone alla 'terapia di conversione' e i nostri terapeuti non la praticano."[93]

2021

In una sessione di domande e risposte all’Università della Virginia, Dallin H. Oaks disse per errore che il trattamento con elettroshock «non ebbe mai luogo sotto la mia amministrazione».[94]

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La BYU aveva una giustificazione religiosa specifica per condurre ricerche sulla terapia di avversione per i gay?

Forse, ma non ci sono documenti legati alla ricerca sull’avversione gay nel Dipartimento di Psicologia della BYU che indichino che la dottrina o la teologia della Chiesa fossero collegate alla ricerca.

Eugene Thorne,[BIO] direttore del Dipartimento di Psicologia alla BYU negli anni Settanta, spiegò che la BYU portò avanti quella ricerca perché varie riviste mediche[95] stavano pubblicando casi di “successo” nelle terapie di avversione e conversione per gay e che era “degno di ulteriori ricerche”.[96]

Come veniva somministrata esattamente la terapia di avversione nella ricerca del Dipartimento di Psicologia della BYU?

Nello studio di McBride, quattordici volontari, ognuno dei quali riferiva di avere “desideri omosessuali indesiderati”, furono divisi in due gruppi di sette.[97] Ai volontari furono mostrate immagini di uomini vestiti e nudi e fu chiesto loro di fantasticare su quelle immagini.[98] Scosse elettriche leggermente dolorose, a livelli impostati dal soggetto, venivano somministrate ai bicipiti dei volontari in vari momenti durante le sessioni.[99]

È come le scosse elettriche mostrate in alcuni film?

No. In film come Qualcuno volò sul nido del cuculo, al personaggio interpretato da Jack Nicholson[BIO] viene somministrata la terapia elettroconvulsivante (ECT), che è diversa dall’elettroshock.[100]

L'ECT consiste nel far passare correnti elettriche attraverso il cervello, provocando intenzionalmente una crisi epilettica e a volte causando violente convulsioni.[101] La terapia elettroshock applica una scossa relativamente lieve, ma molto sgradevole, di solito a un braccio o a una gamba.[102]

La BYU non ha usato l’ECT in nessuna ricerca sulla terapia di avversione per i gay.

Per quanto tempo venivano applicate le scosse elettriche?

Nello studio McBride della BYU, le sessioni dello studio applicavano le scosse in modo diverso. Durante la fase di calibrazione, per trovare il livello appropriato di milliampere per la persona, le elettroscossse duravano tre secondi.[103] Nelle fasi di condizionamento, la persona poteva evitare completamente le elettroscossse premendo un pulsante, oppure la durata delle scosse veniva somministrata in modo casuale fino a 8 secondi, a seconda della fase della terapia.[104]

Gli elettroshock sono mai stati applicati ai genitali?

No, probabilmente no. Non c’è nessuna università o ospedale che abbia mai riportato metodi terapeutici che usavano scariche elettriche sui genitali dei partecipanti. La tesi di McBride e il dottor Eugene Thorne[BIO] hanno affermato che negli esperimenti di terapia di conversione della BYU venivano usate scariche sui bicipiti.[105]

Nel 2011, ABC News riferì che durante lo studio di McBride venivano date scosse ai genitali, ma John Cameron, un partecipante allo studio, avrebbe smentito questa affermazione.[106] È possibile che i resoconti abbiano confuso l’uso degli elettrodi con un pletismografo, un dispositivo usato nello studio per misurare l’eccitazione del pene.[107]

La BYU ha usato una terapia di avversione che provocava il vomito?

Gli emetici (sostanze che causano nausea o vomito) furono usati nella terapia di avversione in alcune istituzioni,[108] ma non ci sono documenti che indichino che la ricerca della BYU abbia usato emetici nei propri studi. I docenti coinvolti nella ricerca sull’avversione gay al tempo dello studio di McBride e una portavoce della BYU hanno entrambi dichiarato che questo metodo non fu mai usato.[109]

Tuttavia, ci sono resoconti di persone che hanno ricevuto una terapia avversiva nel campus della BYU usando emetici, ma non è chiaro se fossero professionisti privati o in che modo fossero collegati alla BYU.[110]

La BYU costringeva le persone a partecipare alla terapia di conversione per gay?

Probabilmente. La ricerca condotta alla BYU dal Dipartimento di Psicologia usava volontari che cercavano un "trattamento per l'omosessualità".[111]

Tuttavia, ci sono testimonianze secondo cui l’Honor Code Office (all’epoca chiamato Standards Office) dava agli studenti la possibilità di partecipare a una terapia con professionisti privati oppure essere espulsi dalla BYU.[112] Gerald Dye, il capo dello Standards Office negli anni ’70, avrebbe dichiarato che il tipo di terapia che gli studenti erano tenuti a ricevere era una terapia non avversiva.[113]

Questo tipo di terapia di conversione non era praticamente una tortura?

Per coloro che furono costretti a una terapia avversiva non voluta, il trattamento fu descritto come doloroso e umiliante.[114]

La Chiesa approvò ufficialmente la ricerca nel dipartimento di psicologia della BYU?

No, probabilmente no. La Chiesa non è coinvolta nella revisione e/o approvazione delle tesi di dottorato alla BYU. Tuttavia, quasi tutti i docenti sono membri della Chiesa,[115] la Chiesa compone il consiglio di amministrazione della BYU,[116] e la BYU ha approvato la ricerca.[117]

Se l'American Psychiatric Association ha declassificato l'omosessualità come malattia mentale nel 1973, perché la BYU ha approvato la ricerca?

L’American Psychiatric Association ratificò la rimozione dell’omosessualità dalla classificazione dei disturbi mentali nel 1973[118], ma l’American Psychological Association non approvò questo cambiamento fino al 1975 e continuò a considerare l’“omosessualità indesiderata” come un disturbo fino al 1987.[119]

Questa ricerca continuò dopo la declassificazione del 1973 in istituzioni accademiche come la Harvard Medical School, l’Università di Pittsburgh e la BYU.[120]

Qual era la politica della Chiesa sulla terapia di conversione per i gay?

Durante gli anni ’70 la Chiesa pubblicò documenti interni che consigliavano ai vescovi di lavorare con gli “omosessuali” e, in linea con la ricerca scientifica dell’epoca,[121] che era possibile che potessero essere “curati” tramite metodi terapeutici.[122]

La BYU o la Chiesa hanno mai chiesto ai Santi degli Ultimi Giorni gay di fornire i nomi di altre persone sospettate di essere gay?

Sì. La Chiesa pubblicò una guida interna nel 1973 che indicava ai dirigenti della Chiesa di richiedere alle persone che vivevano l’omosessualità di rivelare i loro partner sessuali.[123]

Ci sono anche segnalazioni secondo cui la BYU costringeva gli studenti a fare i nomi di altri studenti gay, altrimenti sarebbero stati espulsi.[124]

Qualcuno coinvolto nella terapia di conversione alla BYU si è suicidato?

Ci sono diversi resoconti aneddotici di studenti gay che erano coinvolti in una qualche forma di terapia avversiva e che si sono suicidati mentre erano alla BYU, anche se la documentazione è limitata.[125]

Qualcuno dei partecipanti all’esperimento del Dipartimento di Psicologia di McBride si è suicidato?

No, probabilmente no. In un discorso del 2007 tenuto a una conferenza di Affirmation, Connell O'Donovan[BIO] disse: "[Lo studio McBride della BYU] iniziò con 16 studenti e membri del personale gay della BYU, ma due si suicidarono durante l'esperimento, quindi lo studio alla fine ebbe solo 14 soggetti."[126] Questa affermazione fu poi ripetuta nel 2008 da QSaltLake Magazine.[127]

Tuttavia, i partecipanti erano diciassette, non sedici, e nella documentazione non ci sono resoconti contemporanei di suicidi collegati allo studio di McBride.[128]

La terapia di conversione porta le persone a suicidarsi?

Le ricerche più recenti indicano che la terapia di conversione, nota anche come sforzi per cambiare l’orientamento sessuale (SOCE), è correlata a tassi più bassi di suicidalità.[129] Tuttavia, non ci sono dati disponibili su questo argomento degli anni ’60 o ’70 che riguardino in modo specifico la terapia avversiva.

La BYU praticava la terapia di conversione per gay negli anni ’80 o ’90?

Sì, probabilmente. Ci sono resoconti di vari tipi di terapia di conversione praticati da terapeuti affiliati alla BYU dagli anni 1970 fino agli anni 1990.[130]

La Chiesa ha mai pubblicato una dichiarazione sullo studio con elettroshock alla BYU o chiesto scusa?

No. Nel 2011, una portavoce della BYU rilasciò una dichiarazione sulla ricerca della terapia avversiva alla BYU in risposta all’interesse dei media, dicendo: “A quel tempo, tecniche di questo tipo venivano studiate in altre università e istituzioni. Studi di questo tipo non hanno più avuto luogo all’università da allora.”[131]

Dallin H. Oaks non ha sostenuto che la terapia di avversione con elettroshock non sia avvenuta mentre era presidente della BYU?

Sì, in una sessione di domande e risposte all’Università della Virginia, il presidente Oaks ha detto che il trattamento con scosse elettriche “non è mai avvenuto durante la mia amministrazione”.[132] Tuttavia, si sbagliava,[133] dato che la tesi di McBride fu accettata nel 1976.[134] Il presidente Oaks ha servito come presidente della BYU dal 1971 al 1980.[135]

In generale, quali erano i risultati riportati dalla ricerca sull’avversione o la conversione dell’omosessualità?

Più di 100 studi furono condotti su quasi 1.000 pazienti dagli anni 1950 agli anni 1970 in varie istituzioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito, per esaminare l’efficacia di diversi tipi di terapie di conversione gay (vedi sotto per gli studi e i risultati rilevanti).[136]

Aggregare i risultati è difficile a causa di incoerenze nelle definizioni, nei metodi e nei dati misurati.[137]

Campione di studi sul cambiamento dell’orientamento sessuale e tassi di cambiamento riportati.

Istituzione

Anno, studio, pubblicazione e autore

Risultati riportati

Dipartimento di Psichiatria, Ospedale St. George's, Londra

1957, "Omosessualità: un’analisi di 100 casi maschili osservati in uno studio privato", Desmond Curran e Denis Parr, British Medical Journal[138]

Un sottogruppo (59) dei 100 fu seguito nel tempo, e il 15% “riferì un cambiamento verso l’eterosessualità”.[139]

Istituto per il trattamento scientifico della delinquenza, Londra, Inghilterra

1958, "Diagnosi e trattamento dei trasgressori omosessuali", Mary Woodward, British Journal of Delinquency[140]

Dei 64 soggetti trattati per l'omosessualità, 48 completarono il trattamento e 31 (65%) di quelli che completarono il trattamento riferirono un "aumento dell'interesse eterosessuale".[141]

Università di Londra

1960, "Alcuni problemi nel trattamento dell'omosessualità", Kurt Freund, Terapia comportamentale e le nevrosi, a cura di H. J. Eysenck[142]

Dei 47 soggetti, il 15% dei 47 ebbe un’“adattamento eterosessuale” a breve termine e il 26% dei 47 durò “diversi anni”.[143]

Dipartimento di Psichiatria, Ospedale Crumpsall, Manchester, Inghilterra

1967, "Terapia avversiva nella gestione di 43 omosessuali", M. J. MacCulloch, British Medical Journal[144]

43 pazienti furono trattati in un periodo di tre anni con un follow-up di un anno. Il 58% riferì uno spostamento del proprio orientamento sessuale verso l’eterosessualità, misurato con la scala Kinsey.[145]

Facoltà di Medicina di Harvard

1974, "Psicoterapia di gruppo per uomini omosessuali", Lee Birk, Journal of Sex & Marital Therapy[146]

Dei 26 pazienti che hanno partecipato alla terapia di gruppo per il trattamento dell’omosessualità per diciotto mesi, il 52% ha riferito “spostamenti quasi completi verso l’eterosessualità”.[147]

Associazione Psicoanalitica Americana

1994, "Atteggiamento ed esperienze degli psicoanalisti nell’analisi di pazienti omosessuali", Houston MacIntosh, Journal of the American Psychoanalytic Association[148]

Sono stati intervistati 285 terapeuti che rappresentavano 1.215 pazienti omosessuali, e i ricercatori indicano che il 23% dei loro pazienti stava “cambiando verso l’eterosessualità” e che l’84% riceveva “un beneficio terapeutico significativo”.[149]

NARTH, University of Utah

2000, "Resoconti retrospettivi di cambiamenti nell'orientamento omosessuale: un sondaggio sui clienti della terapia di conversione", Joseph Nicolosi, Psychological Reports[150]

Degli 882 soggetti* intervistati, l’89% di quelli che erano stati “esclusivamente” o “quasi del tutto omosessuali” o “più omosessuali che no”, ha riferito che dopo la terapia solo il 35% continuava a considerarsi omosessuale.[151]

Centro Medico Presbiteriano Columbia, New York

2002, "Cambiare l’orientamento sessuale: un rapporto per i consumatori", Ariel Shidlo, Professional Psychology: Research and Practice[152]

Dei 202 soggetti* intervistati che avevano ricevuto una qualche forma di "intervento di conversione dell’orientamento sessuale", lo studio ha rilevato che solo il 4% ha sperimentato un cambiamento nel proprio orientamento sessuale.[153]

Columbia University, New York

2003, “Alcuni uomini gay e lesbiche possono cambiare il loro orientamento sessuale? 200 partecipanti che riferiscono un cambiamento da un orientamento omosessuale a uno eterosessuale,” Robert Spitzer, Archives of Sexual Behavior[154]

Dei 200 soggetti* intervistati che hanno riferito di aver cambiato il proprio orientamento almeno cinque anni prima, il 29% dei maschi e il 67% delle femmine hanno riferito di provare sentimenti omosessuali solo "poche volte all'anno".[155]

Nel 2013 Spitzer si è scusato con la "comunità gay" per lo studio e ha detto che è possibile che i 200 soggetti abbiano "mentito".[156]

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Si può cambiare l’orientamento sessuale?

Sia i ricercatori[157] sia i gruppi LGBT[158] riconoscono che la “fluidità sessuale” (un cambiamento nell’orientamento sessuale) si verifica in un numero significativo di minoranze sessuali.[159] Tuttavia, il meccanismo di questo cambiamento, e se la terapia di conversione sia o no un modo valido per facilitare questo cambiamento, è oggetto di dibattito.[160]

Qual è il consenso attuale della comunità medica sulla terapia di conversione gay?

Le principali associazioni mediche, come l’American Psychiatric Association,[161] l’American Psychological Association,[162] e l’American Medical Association,[163] condannano la terapia di conversione gay perché non ha un “adeguato rigore scientifico”, è “intrinsecamente discriminatoria” ed è “stata dimostrata dannosa e potenzialmente mortale”.[164]

Tuttavia, alcune associazioni mediche, come la International Federation for Therapeutic and Counselling Choice (IFTCC) e la Alliance for Therapeutic Choice and Scientific Integrity (Alliance), hanno sostenuto che, poiché l’orientamento sessuale cambia, i pazienti dovrebbero decidere da soli il proprio percorso sanitario e avere la libertà di scegliere la terapia che vogliono.[165]

Ricerche e studi clinici hanno riportato un certo livello di “successo” con la terapia di conversione per gli omosessuali: perché le principali associazioni mediche la condannano?

In passato, la comunità medica riconosceva il concetto di "omosessualità indesiderata"[166] e ha investito nella ricerca per affrontare questo problema.[167]

Tuttavia, le principali associazioni mediche ora rifiutano il concetto di “omosessualità indesiderata” come condizione valida. La ricerca che mette in discussione questa premessa è considerata non etica e dannosa.[168]

Ma una persona non dovrebbe decidere da sola se vuole un trattamento per la salute mentale per l’“omosessualità indesiderata”?

Alcune persone credono che i pazienti debbano guidare da soli la propria cura della salute mentale riguardo alle loro attrazioni sessuali, ai loro valori e al loro comportamento,[169] mentre altri credono che sia non etico somministrare un trattamento per l’orientamento sessuale, anche se questo è il desiderio del paziente.[170]

Qual è l’attuale politica della Chiesa sulla terapia di conversione gay?

Nell’ottobre 2019, un portavoce della Chiesa ha dichiarato che “la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni si oppone alla ‘terapia di conversione’ e i nostri terapeuti non la praticano.”[171]

The Facts

  • L’“omosessualità” era considerata un disturbo mentale fino alla metà degli anni ’70.

  • Diverse forme di terapia di conversione gay sono state oggetto di ricerca accademica e clinica dagli anni 1950 fino agli anni 1970.

  • I metodi comportamentisti della terapia di avversione all’omosessualità usavano comunemente lievi scosse elettriche.

  • La terapia elettroconvulsivante (ECT), che usa livelli dolorosi di elettricità per indurre convulsioni, non era un metodo usato da ricercatori o strutture mediche per trattare l’omosessualità.

  • Il Dipartimento di Psicologia della BYU condusse negli anni ’70 una ricerca sulla terapia di avversione per l’omosessualità che usava lievi scosse elettriche al bicipite.

  • Il Dipartimento di Psicologia della BYU abbandonò la ricerca sulla terapia di avversione per i gay dopo il 1976.

  • Lo Standards Office (Honor Code Office) della BYU indirizzava gli studenti gay a terapeuti per la terapia di conversione gay negli anni ’70 e forse negli anni ’80 e ’90.

  • Resoconti di ricerca clinica provenienti da molte istituzioni indicano che vari tipi di terapia di conversione furono efficaci per alcuni soggetti con omosessualità indesiderata.

  • Le principali associazioni scientifiche respingono questi studi perché li considerano non scientifici, non etici e dannosi.

  • Il cambiamento dell’orientamento sessuale ("fluidità sessuale") è un fenomeno accettato tra i ricercatori e i gruppi LGBTQ+, anche se il suo rapporto con la terapia rimane controverso.

  • Nel 2019 la Chiesa ha dichiarato di opporsi alla "terapia di conversione" e che i terapeuti Santi degli Ultimi Giorni non la praticano.

Our Take

La terapia di conversione gay può essere un argomento scomodo da discutere perché si intreccia con le esperienze vissute dei nostri fratelli e sorelle LGBTQ+. Molti santi degli ultimi giorni LGBTQ+ hanno subito danni, discriminazione ed emarginazione. Abbiamo la responsabilità di costruire una Sion in cui tutti i figli di Dio si sentano sia al sicuro sia amati.

In passato, l’“omosessualità” era considerata una deviazione sessuale curabile, e la terapia di conversione era un’area di ricerca in molte università e ospedali. Come molte istituzioni, la BYU lavorava con volontari che cercavano di trattare qualcosa che i volontari sentivano di voler cambiare. Anche se molte di queste istituzioni riportavano efficacia nei trattamenti di terapia di conversione, gli sforzi per cambiare l’orientamento sessuale sono oggi generalmente considerati non etici e dannosi dalle principali associazioni mediche.

Oltre a questa ricerca, l’Ufficio Standard della BYU (ora Ufficio del Codice d’Onore) stabilì politiche che richiedevano che gli studenti gay fossero soggetti a provvedimenti disciplinari, compresa l’espulsione. Molti furono mandati da terapisti che praticavano vari tipi di terapie di conversione. Oggi, la Chiesa si oppone alla terapia di conversione e i terapisti impiegati dalla Chiesa non la praticano.

Comprendendo questa storia, aumentiamo la nostra capacità di prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle LGBTQ+ e la nostra responsabilità di aiutarli a sentirsi a casa in chiesa. Grazie all’Espiazione di Gesù Cristo, alla fine tutte le ingiustizie saranno corrette e tutti i figli del Padre Celeste hanno un posto a tavola.

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